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Arte, disegno, pittura, ritratti

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Dipinti su commissione

Dipinti personalizzati
Ritratti su commissione
da fotografia
tecniche varie: olio, carboncino, acquerello, pastello, gessetto, matita- grafite, acrilico

b/n o a colori


china acquerellata su carta pergamena


matite colorate su carta


matite su carta


matite  e acquerello su carta


gessetto su carta martellata


matite su carta



carboncino e matite colorate su carta


carboncino e grafite su carta martellata


acquerello su carta martellata



pastello a olio su tela


grafite e matite colorate su carta


Carboncino su carta

"Non è possibile concepire l’arte senza l’anima:
In ogni volto vedo magia e mistero, mi sento ipnotizzata.

Non
smetto mai di emozionarmi di fronte a ogni volto, di fronte alla spontaneità di un bambino o alla saggezza di un anziano…

Uno sguardo vale più di mille parole…
Il
pittore non si accontenta della somiglianza fisica della persona che ritrae.
Cerco di cogliere uno scandaglio interiore fino a volerne riVelare l’anima delle persone che ritraggo,

concentrandomi nella profondità e intensità dello sguardo.

Sono convinta che l’espressione del volto e i gesti sono lo specchio
dell’anima e l’indicazione più chiara della personalità e del
carattere del soggetto…

Non mi stancherei mai di cercare l’universo nella più infima creatura…

La
mia volontà di bloccare il tempo in un presente sospeso nell’eterno, incurante
del trascorrere degli anni e dei segni che lascia il tempo sull’uomo per lasciare
spazio all’ammirazione dello spirito, di un esistenza irripetibile.

è nel volto dell’altro, ma di un altro ogni volta unico e irripetibile, che io riTrovo me stessa e incontro il mondo.

Il
ritratto è un incrocio di sguardi. La superficie intangibile in cui due
sguardi si toccano e incontrano. La necessità di una relazione, di uno
sguardo che però non sia muto, ma che sia capace di far risuonare la
voce unica di quel volto.

Nudi
gli uni davanti agli altri, senza più nessuna via di fuga,
completamente esposti alla violenza e alla grazia di uno sguardo
disarmato. L’insostenibile nudità dello sguardo…
"

Simona Meg Di Muro

RiVelarsi

Guarda il cortometraggio su YouTube


Un giorno come tanti altri. La luce del sole risveglia SImona, che
guadandosi allo specchio non si piace… in previsione di una giornata
tra gli impegni di studio, lavoro e divertimento si appresta a
‘trasformare’ se stessa per non risultare fuori luogo nei diversi
ambienti che frequenta.
L’incontro con lo specchio è fondamentale
perchè è a contatto con il riflesso della propria immagine che nasce
questa "riflessione":
nell’apparenza di una semplice narrazione si
cela ad un livello più profondo un’indagine psicologica, dove ne esce
evidente un lucido autoritratto, ma anche il "riflesso di una società in
cui per sentirsi equilibrati si è costretti a conformarsi all’interno
di un sistema che assorbe la personalità e la diversità.

Progetto montaggio e grafica: Simona Meg Di Muro, Riprese: Alessandro Celona, Musica: Noir Desir-Le vent nous porterà

diete pericolossisime- state attente ragazze a quello che assumete

diete pericolose

Dott. Menghini è finito a striscia la notizia, è una merda di persona, Merda MERDA! voglio urlarlo per tutte le persone che ci soffrono…
ha ROVINATO- a cinisello balsamo e continua a rovinare a milano- troppe ragazze che per perdere qualche chilo accettano di prendere anfetamine (dico ragazzi sono Droghe che creano dipendenza) e per cosa? dimagrire di pochi chili! occhio ragazze non cadeteci!!!
il DOtt. ha pagato un sacco di persone che hanno avuto danni non indifferenti per non essere denunciato -con più di 3 mila euro- a patto del silenzio…

ha rovinato molte persone che conosco: crisi depressive, attacchi ansie, impotenza, crisi di astinenza, gravi danni psicologici e biologici, sovrappeso raddoppiato dopo la cura, collassi.
STATE ATTENTE! Il gioco non vale la candela, è solo un business.

Trailer – Le Pagine della Nostra Vita

 

Per chi come me crede nelle fiabe e soprattutto vive in una fiaba. Vi consiglio questo film, semplicemente sublime, come l’amore.

YouTube – Trailer – Le Pagine della Nostra Vita
 

Pistoletto

Al bivio tra la strada dell’informale e quella
della figurazione, in cui credo che ogni giovane pittore oggi sia
passato o si trovi, ho scelto la rappresentazione dell’uomo, perché
la ritengo più adatta a realizzare il mio bisogno di esprimere
particolari sentimenti e situazioni della condizione umana, ciò
che per me è l’argomento più vivo e scottante di ogni
tempo
”. (M. Pistoletto, 1959)

Guadagnolo zen

Accademia di Belle Arti di Brera    – Anno accademico 2008/’09
Tecniche della ceramica – Prof. M. Cristina Camino
 
Tema:
Contenitori di elementi essenziali, riflessioni sulla società dei super-consumi e del
superfluo.

Tecnica usata:
Colombino, assemblaggio lastre, modellazione plastica di argilla rossa al torniello.
Decorazione ad engobbio con pennelli (oggetto crudo a durezza cuoio) e cristallina a
spruzzo con pistola aereografo (dopo la 1° cottura- terracotta).

Motivazioni artistiche:
Il guadagnolo o guadagnino era un piccolo orcio di terracotta dove si posavano a
scolare i recipienti che avevano contenuto olio; quell’olio era perciò
recuperato- guadagnato (dal libro “L’amico della ceramica”).
Il mio progetto è basato sulla ripresa e la rielaborazione di questo contenitore che negli anni si è estinto.
L’idea di partenza è stata quella di dar forma ad un nuovo guadagnolo attraverso una
clessidra, comunicando la sensazione del tempo che scorre, granello dopo granello,
lentamente; in una dimensione nettamente in contrasto con l’attuale società, frenetica ed egocentrica, che non ha tempo da dedicare alle piccole cose.
Un antico proverbio indiano diceva: “L’oceano è formato da tante piccole gocce”.
Ciò che nei secoli precedenti veniva considerato prezioso, come le gocce di olio, oggi non è altro che materia di scarto. In un secondo momento ho riadattato l’idea, facendo una ricerca sulle varie tipologie di cestini portarifiuti dell’arredo urbano, focalizzando
l’attenzione su una forma del design giapponese.

Inoltre volevo che una bottiglia d’olio capovolta potesse poggiare sull’orlo
del guadagnolo e che, tramite i due fori laterali, si potesse osservare la
goccia colante, riprendendo così il concetto della clessidra sopra spiegato.

Ho ritenuto opportuno separare il manufatto in due pezzi autonomi,
in modo da ottenere una doppia funzionalità. Togliendo la parte superiore,
il contenitore diviene un cratere, (grande vaso greco aperto che solitamente conteneva vino) mentre il pezzo superiore capovolto diventa una tazza decorata che può assumere la funzione di diffusore di luce, in modo simile ad una lanterna.

Le arti giapponesi risalgono ad una radice comune, il Buddhismo Dyana, che in
giapponese si chiama Zen. Da qui ho tratto ispirazione per il nome del contenitore, in modo da ribadire ancora una volta la dicotomia presente tra due società molto
differenti: quella occidentale e quella orientale.
La mente dell’uomo è capace di due conoscenze, la prima è quella razionale, tenuta in assoluta considerazione dall’occidente e la seconda è quella intuitiva, un pensiero
mistico e spirituale fondato sullo stato meditativo: l’espirare ed inspirare, il semplice
pulsare della vita, nulla a cui pensare, lontano da ogni preoccupazione o frenesia,
manifesto della società del Sol Levante. Il cuore batte, il sangue circola, un ritmo
sospeso nell’eterno che la piccola goccia di olio vuole simboleggiare.

book digitale_ scritto, ideato, grafica, impaginazione, illustrazione, fotografia e rilegatoria_2005

Disegnare i sentimenti

Ogni disegno esprime la persona che lo esegue. Ogni bambino disegna ciò che “sa” del mondo, non ciò che vede. La costruzione delle forme segue delle leggi affettive, ubbidisce alle regole di una prospettiva del sentimento.
La conoscenza di questo linguaggio ci permette di conoscere meglio il bambino. È importante perciò che l’adulto impari ad interpretare il messaggio che il bambino inconsapevolmente vuole inviare ai propri genitori. Attraverso lo scarabocchio si può venire a conoscenza del mondo interiore, avere una visione complessiva della personalità del bambino che altrimenti non potremmo conoscere, infatti quando il bambino incomincia a scarabocchiare non è in grado di verbalizzare, non può raccontare le sue esperienze e le sue emozioni.
Il mio intento in questa tesi è invitare le persone a rimettersi all’ascolto degli altri a cominciare dai più piccoli.

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